17 ottobre 2008
Alessandria, la videosorvegliata, ha un Sindaco Sherlock Holmes
senza costi aggiuntivi per la collettività” ha ripetuto recentemente. Sono stati poi installati 80 lampioni dove prima c'erano le tenebre.
Ma il provvedimento che ha fatto più scalpore e suscitato alterne opinioni è quello di installare 100 telecamere in giro per il Comune. Anche in periferia e nelle frazioni. Lo scopo: “creare una rete di controllo di sicurezza”. Fatte le proporzioni con Milano che ha 900 Grandi Fratelli, con i suoi cento occhi Alessandria diventerà il Comune più videosorvegliato d'Italia.
Le telecamere saranno collegate e monitorate in una Control Room, presso il comando della
polizia municipale, con un servizio attivo tutto l’anno, “acca ventiquattro”. I costi? Grazie a sponsorizzazioni e altri particolari accordi con le aziende non dovrebbero avere un eccessivo peso sulle casse comunali.
La ricetta Fabbio sulla sicurezza si completa con gli ultimi due ingredienti: più pattugliamenti delle Forze dell'Ordine e attività di investigazione, con ufficio sicurezza ad hoc. Sindaco sceriffo no, ma almeno un Sindaco Sherlock Holmes...
Più turisti per Gagliaudo
Più cultura ad Alessandria e più visitatori. Certo, non dobbiamo aspettarci il gruppetto di giapponesi con macchina fotografica al collo nè il tedesco con i sandali e le calze di spugna, ma, stando a quello che ci dicono dal Comune, i turisti in città sono in aumento. Merito delle iniziative culturali? E' probabile.
“Il numero di Italiani e soprattutto stranieri che rimangono almeno una notte nella nostra città”, ha detto il vicesindaco Paolo Bonadeo, “ha registrato una tendenza all’aumento prima dell’effetto Autozug, anche se indubbiamente il nuovo scalo delle ferrovie tedesche sta offrendo una buona occasione per un ulteriore incremento rispetto ai 260mila turisti che già hanno scelto Alessandria tra gennaio e giugno di quest’anno”.
L'aumento delle presenze "straniere" è calcolato nell'8%: oltre 29mila. Le presenze negli alberghi è cresciuta del 13 per cento, ovvero, 55mila turisti. Da non crederci.Il Rinascimento culturale di Alessandria - grazie anche ad associazioni e fondazioni - prende un po' di sorpresa il mandrogno sornione, sempre pronto a criticare la propria città come un luogo dove non succede mai niente - è ancora così per le iniziative "giovani" - e dove non c'è nulla da vedere.
Stiamo assistendo ad una inversione di tendenza? L'alessandrino medio è avvisato: è bene che incominci a ripassare: willkommen, welcome, bienvenue, huan ying (benvenuto in cinese).
15 ottobre 2008
Regione e Provincia di Alessandria disertano l'Acqui Storia
Nonostante le lamentele i promotori – main sponsor la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – hanno tirato dritto assegnando i premi a Raimondo Luraghi e Maurizio Serra, e i riconoscimenti speciali di “Testimone del tempo” a Vittorio Feltri, Rino Fisichella e Uto Ughi; per la storia in TV il riconoscimento è andato allo storico Giordano Bruno Guerri.
Tra i 92 autori in lizza, un primato, Per la sezione storico scientifica ha vinto il volume “La spada e le magnolie: Il Sud nella storia degli Stati Uniti”, Donzelli Editore, di Raimondo Luraghi, comandante partigiano, medaglia d’argento al valore, docente emerito all’Università di Genova. Maurizio Serra, direttore dell’Istituto diplomatico del Ministero degli esteri italiano e docente universitario alla Luiss, per la sezione storico divulgativa ha vinto con il volume “Fratelli separati. Drieu-Aragon-Malraux”, Edizioni Settecolori.
Il 25 ottobre, al teatro Ariston di Acqui (presenta Alessandro Cecchi Paone) saranno premiati i vincitori insieme a “I testimoni del tempo “: il direttore di Libero Vittorio Feltri, il Presidente della Pontificia Accademia della vita e Rettore dell’Università lateranense S.E. Rino Fisichella e il violinista e direttore d’orchestra Uto Ughi. Giordano Bruno Guerri, storico di fama, è premiato per “La storia in TV”.
13 ottobre 2008
Massoneria: tre logge ad Alessandria
Qualche settimana fa un giornale campano aveva pubblicato una lunga lista di nomi affermando essere le liste degli affiliati massoni di tutta Italia. Nomi, cognomi, età e luoghi di residenza, come a svelare un segreto che dalla P2 in poi ha sempre destato diffidenza e sospetto. In altri Paesi - quelli anglosassoni in particolare - le corporazioni o le logge sono "club" esclusivi ma decisamente meno misteriosi, tanto che su internet circolano tranquillamente volti e situazioni di Gran Maestri con tanto di paramenti d'ordinanza.
In quegli elenchi la Provincia di Alessandria conterebbe circa 250 affiliati in totale tra massoni di ogni centro zona, fino a Bistagno, Sale, Vignole Borbera, Occimiano, Grondona, Cassine, Denice, Camino, ed altri ameni paesi delle alture locali. Gli affiliati sarebbero sparsi un po' ovunque, ma si raggrupperebbero nelle tre logge citate.
Sebbene il legame originale di corporazione nata per difendere gli interessi di una classe ben precisa ora i massoni - forse anche dopo lo scandalo di Propaganda 2 e Licio Gelli - oggigiorno non facciano più parte di una sola categoria e che preferiscono essere considerati come un gruppo accomunato dalla medesima morale.
E' indubbio però che tra i "fedeli" si intreccino relazioni economiche e sociali, magari anche politiche, come in ogni associazione o gruppo affiatato. Se - stando sempre ai tabulati diffusi dal giornale partenopeo - nella "casta" massonica alessandrina si inrocerebbero gli interessi di medici, avvocati, gioiellieri, magistrati, architetti, imprenditori, professori ed esponenti della cultura locale, funzionari, ma anche semplici operai ed impiegati, va da sé che la ragnatela di conoscenze si estende a tal punto da far pensare che anche nei palazzi che contano la massoneria abbia affiliati "praticanti".
Il Grande Oriente ha più volte rinnegato la veridicità di quegli elenchi. Che non siano perfettamente aggiornati lo si riconosce anche dal fatto che tra i massoni di Alessandria classe 1920 è presente ancora una figura della cultura locale, morta ormai da qualche anno a cui la Città ha tributato onori imperituri, intitolandogli un luogo di pubblico utilizzo. C'è chila definisce Lista Cordova, "redatta" nel 1992.
E' lecito pensare che da quel catalogo manchino nomi "recenti" della vita pubblica mandrogna...
Ad Asti sono un centinaio i personaggi di ogni estrazione sociale appartenenti a "Monviso" e "Acacia", le logge GOI attive.