Qualche settimana fa un giornale campano aveva pubblicato una lunga lista di nomi affermando essere le liste degli affiliati massoni di tutta Italia. Nomi, cognomi, età e luoghi di residenza, come a svelare un segreto che dalla P2 in poi ha sempre destato diffidenza e sospetto. In altri Paesi - quelli anglosassoni in particolare - le corporazioni o le logge sono "club" esclusivi ma decisamente meno misteriosi, tanto che su internet circolano tranquillamente volti e situazioni di Gran Maestri con tanto di paramenti d'ordinanza.
In quegli elenchi la Provincia di Alessandria conterebbe circa 250 affiliati in totale tra massoni di ogni centro zona, fino a Bistagno, Sale, Vignole Borbera, Occimiano, Grondona, Cassine, Denice, Camino, ed altri ameni paesi delle alture locali. Gli affiliati sarebbero sparsi un po' ovunque, ma si raggrupperebbero nelle tre logge citate.
Sebbene il legame originale di corporazione nata per difendere gli interessi di una classe ben precisa ora i massoni - forse anche dopo lo scandalo di Propaganda 2 e Licio Gelli - oggigiorno non facciano più parte di una sola categoria e che preferiscono essere considerati come un gruppo accomunato dalla medesima morale.
E' indubbio però che tra i "fedeli" si intreccino relazioni economiche e sociali, magari anche politiche, come in ogni associazione o gruppo affiatato. Se - stando sempre ai tabulati diffusi dal giornale partenopeo - nella "casta" massonica alessandrina si inrocerebbero gli interessi di medici, avvocati, gioiellieri, magistrati, architetti, imprenditori, professori ed esponenti della cultura locale, funzionari, ma anche semplici operai ed impiegati, va da sé che la ragnatela di conoscenze si estende a tal punto da far pensare che anche nei palazzi che contano la massoneria abbia affiliati "praticanti".
Il Grande Oriente ha più volte rinnegato la veridicità di quegli elenchi. Che non siano perfettamente aggiornati lo si riconosce anche dal fatto che tra i massoni di Alessandria classe 1920 è presente ancora una figura della cultura locale, morta ormai da qualche anno a cui la Città ha tributato onori imperituri, intitolandogli un luogo di pubblico utilizzo. C'è chila definisce Lista Cordova, "redatta" nel 1992.
E' lecito pensare che da quel catalogo manchino nomi "recenti" della vita pubblica mandrogna...
Ad Asti sono un centinaio i personaggi di ogni estrazione sociale appartenenti a "Monviso" e "Acacia", le logge GOI attive.
Nessun commento:
Posta un commento