Nel solo Comune di Alessandria in un mese circa andranno all'incanto 28 immobili, case, terreni, appartamenti, pignorati per debiti non onorati. Debiti con le banche. Praticamente un'abitazione al giorno sarà ceduta all'asta per saldare le pendenze. Quando si arriva alla gara al miglior offerente di solito sono trascorsi un paio d'anni di iter burocratico, perciò le vendite di questo mese non si riferiscono ancora agli immobili acquistati dopo il boom dei mutui a tasso variabile che stanno mettendo in seria difficoltà molte famiglie alessandrine, costrette a pagare rate mensili, a volte di importo doppio rispetto a quando si erano impegnati con la banca creditrice....
Un problema costante ed inarrestabile, perché se da una parte la casa di proprietà risulta un punto fermo tra i desideri delle famiglie, dall'altro l'impegno ventennale di scadenze fisse, nell'era del precariato, pone di fronte ostacoli a volte insormontabili. E sono sempre di più le famiglie della nostra città a perdere la casa che stavano acquistando. Ed anche di più. È una triste verità confermata all'Adiconsum, associazione in difesa dei consumatori, che riceve tre-quattro visite al giorno di casi spesso gravi, a volte disperati. Gente giovane stanca di pagare affitti, pensionati con il “quinto” bloccato per una firma di troppo.
Secondo un sondaggio commissionato dal gruppo immobiliare che sta costruendo il complesso residenziale “Alessandria 2000” chi decide di fare il grande passo non vuol certo vivere scomodo: tre quattro vani, giardino, vicinanza a centri commerciali e negozi. Cucina abitabile e soprattutto i doppi servizi sono un must irrinunciabile per l'80% delle coppie. E' molto meno importante (35%) l'impianto di condizionamento, almeno all'inizio. L'indebitamento mensile sopportabile è comunque intorno ai 500 euro. Negli ultimi anni sono diminuite le transazioni andate a buon fine, però. Lo dice il rapporto sul mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio che fotografa anno dopo anno il trend delle compravendite. 1.506 NTN (numero transazioni naturalizzate) nel settore residenziale, l'8% in meno rispetto all'anno scorso. Ma il valore degli immobili, in soli dodici mesi ad Alessandria è salito tra il 5 e il 15%.
“La gente che rischia di perdere tutto mantiene molta dignità”, conferma Ernesto Pasquale, Segretario Regionale Adiconsum la cui sede è ad Alessandria. Famiglie indebitate per centinaia di migliaia di euro che hanno fatto “il passo più lungo della gamba” ce ne sono sempre di più: “Il problema esiste ed è serio”, chiosa grave Pasquale. Le storie di chi si presenta all'Adiconsum con rogiti e papiri firmati in cerca di aiuto sono tante e diverse. Ci sono quelli che “per pagare un affitto mensile tanto vale la rata del mutuo”, quelli che “non ho letto bene le condizioni imposte dalla banca”, quelli che “mio nipote mi ha detto che era una formalità, ora mi prendono un quinto della pensione”. E tanti altri che si sono visti quasi raddoppiare la rata del mutuo da 500 a 900 euro, causa tassi variabili e mutui che coprono il 100% del valore.
“Le vendite giudiziarie per insolvenza si attivano dopo 6-7 mesi di morosità. Pertanto gli effetti sulle vittime della rateizzazione e le rate variabili si vedranno un po' più avanti”, prevedono dall'Adiconsum, che già ora ricevono molti “insolventi” dignitosamente disperati.
“Chi non ha i soldi non può sperare in futuro di trovarli”. È il commento lapidario del geometra Aldo Chiesa, responsabile ad Alessandria dell'UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari. Lui dice che la crisi dei mutui era tutta scritta: “Non sono un indovino ma i tassi erano troppo bassi, prevedibile che sarebbero aumentati e che la bolla sarebbe scoppiata”. Per il geometra oggigiorno non conviene più investire nel mattone. Quando si ha un tetto proprio sulla testa da cui nessuno ti può mandare via, basta e avanza: “Le case non danno più reddito, l'ICI ci ha mangiato tutto e la svalutazione, in dieci anni ha dimezzato il valore degli immobili. Dopo 30 anni lo Stato vendeva le case popolari ai privati. Perché? La manutenzione era talmente elevata ed antieconomica che era meglio cederle”, è il commento opinabile dell'UPPI.
Ma per molti mandrogni il problema non è giocare al piccolo palazzinaro ma perdere la prima ed unica casa. Nei casi meno gravi Adiconsum consiglia di far valere la capacità negoziale che ha il cliente (“il consumatore è sovrano”) e di pretendere uno spread a livelli di mercato (0,8%) e non farsi finanziare un acquisto per oltre l'80% del suo valore. Guardate sempre il tasso effettivo, il TAEG, ovvero il computo totale delle spese . Quando banche o finanziarie incominciano a chiedere troppe garanzie, inoltre, ricorrendo a polizze assicurative o a garanzie di parenti, si finisce come con il nonno disperato che inconsapevolmente era entrato nella situazione debitoria del nipote solo con una firmetta su un foglio.
Ma anche quando la famiglia si è fatta i conti al centesimo di euro l'imprevisto è sempre in agguato. Una giovane coppia aveva confidato nell'intero stipendio della moglie per pagare il mutuo e le rate di altri beni acquistati con dilazioni. Con il salario dell'altro coniuge avrebbero tirato avanti dignitosamente. Capita però che la donna perda il lavoro, trascinando tutti nel baratro della disperazione.
Ma c'è chi la casa non se la può permettere perché ha un lavoro precario o non ha parenti che possano fare da garanti. Centinaia di alessandrini sono in attesa di una casa popolare che non arriva. Da due anni la Rete Sociale per la Casa – nata tra i Disobbedienti – lotta anche attraverso occupazioni di alloggi per il “diritto inviolabile alla casa”. Quarantenni sole lasciate dal marito con figli a carico, cassintegrati e migranti che non riuscivano a pagare un affitto “intero” hanno già ricevuto aiuto dal gruppo. Sono una ventina le famiglie collocate che ora possono pensare di migliorare la propria vita senza l'assillo del problema casa. “Gli appartamenti vuoti ad Alessandria sono una ventina, ma dicono che non ci sono “, ci dicono al Crocevia, ritrovo dei ragazzi, “Lottiamo anche per capire come funziona l'assegnazione delle case popolari. Secondo noi il meccanismo non è molto trasparente”.
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