Predire il futuro della nostra salute è possibile, ma soprattutto lo si può condizionare per far sì che si viva più a lungo e in buone condizioni fisiche e psichiche. I maghi che hanno lanciato la sfida alla vecchiaia non indossano un lungo mantello ma un camice bianco. Sono i professori Paolo Marandola dell'Università di Pavia e Francesco Marotta dell'università di Milano, urologo-andrologo il primo e gastroenterologo il secondo, ma entrambi pionieri della medicina antinvecchiamento - da loro denominata Anabiotica - autori di un libro destinato a cambiare radicalmente la medicina: "Il manifesto della lunga vita. La rivoluzione della medicina predittiva", uscito nelle librerie il 3 ottobre con l'editore Kupfer&Sperling dellla Mondadori. Si tratta di una " rivoluzione lenta ma inarrestabile che sta trasformando culturalmente la medicina", scrive l'oncologo Umberto Veronesi nella prefazione; una rivoluzione nella medicina, nell'industria farmaceutica e alimentare e nelle politiche sociali, che permetterà al primo Paese che lo capirà un formidabile vantaggio sugli altri, come scrive, nella postfazione, lo scopritore del virus HIV, Luc Montagnier.
Tutto parte da un'idea provocatoria (vedremo fino a che punto) : si potrà vivere in media 103 anni nel 2050! I più longevi, quelli che oggi campano sino a 95 anni, arriveranno a 120 anni. Com'è possibile allungare di 20 anni e più la vita umana, ma soprattutto evitare che gli ultimi anni della propria esistenza siano caratterizzati da sofferenze, malattie degenerative e stenti fisici di ogni genere? "Allungare la vita, vivere bene e morire sani si può" ci conferma il prof. Marandola, docente di Urologia all'università di Pavia, già primario di Urologia nel nostro Ospedale civile di Alessandria e sempre attivo in città dove continua a svolgere l'attività di andrologo urologo nel centro benessere di via Chenna e professore onorario presso le Università di Lusaka (Zambia) e di Pechino (Cina). "Le tecnologie predittive sono già disponibili nei nostri centri di Milano e Appiano Gentile e presto lo saranno in altri centri a Roma e Palermo. Con due gocce di sangue deposte sulle DNA- card e RNA-card, possono essere eseguiti i test molecolari per l'identificazione della suscettibilità a sviluppare una malattia cronico-degenerativa (Alzhaimer, diabete, ipertensione, cardiopatia...) o tumorale. Così come eventuali predisposizioni a malattie (che potrebbero insorgere fra decine di anni) o verificare le mutazioni cancerogene delle cellule. Certamente siamo solo all'inizio, ma i progressi, grazie alle nanotecnologie e alla bioinformatica, sono di una rapidità mille volte più veloce di 5 anni fa. In due parole: si predice il futuro. “Quella che impropriamente chiamiamo prevenzione”, precisa il Prof. Marandola, “Oggi è solo diagnosi precoce. Si interviene su una malattia già presente in fase di crescita. I test della medicina anabiotica anti invecchiamento mirano a prevedere l'insorgenza di malattie future, intervenendo con azioni di prevenzione con la nutrizione, lo stile di vita, le cure ormonali e l'assunzione di integratori personalizzati".
Per vivere bene e a lungo non basta leggere nella sfera di cristallo dell'acido nucleico. “E' molto importante la cura di sé”, conferma Anna Iannucci estetista alessandrina esperta di wellness e presente all'ultimo convegno internazionale anti aging di Milano dove ha conosciuto il prof. Marandola e il Prof. Marotta. “La vita è fatta di emozioni positive, felicità che fanno star bene corpo e spirito”. Sulla filosofia benedettina della mente sana in corpo altrettanto sano si trova d'accordo il Professore il quale conferma: “Non c'è nulla di sbagliato nel curare l'aspetto estetico, essere piacevoli per sé e per gli altri. È un modo di vivere la vita fino in fondo”. D'altronde, prosegue Anna Iannucci. “La cute è un organo come gli altri. Meglio quindi tenerla giovane con un bel massaggio o preparazioni accurate anti età. Il percorso rilassante in un centro estetico corrobora non solo i muscoli ma anche la psiche”. Giovani e belli, quindi anche attraenti il più a lungo possibile. "La cura del nostro aspetto esterno, a qualsiasi età, sia per l'uomo che per la donna, se eseguita periodicamente e in centri orientati verso la salute e non verso l'effimero, diventa parte integrante di un programma di mantenimento dello stato di benessere fisico e psichico ", conferma il professore Marandola, "in quanto accresce il senso di autostima e di accettazione da parte dell'altro e degli altri in generale: questi meccanismi emozionali sono dei formidabili attivatori del sistema immunitario di difesa attraverso la catena comunicazionale dei neuropeptidi. Il fatto che la donna ha, molto più dell'uomo, anche a 80 anni, cura del proprio corpo esterno e interno potrebbe essere la spiegazione della sua migliore qualità e durata di vita". Un metodo semplice per combattere i segni del tempo ce lo ricorda il medico: “Fare sesso ad ogni età per non sentirsi vecchi”. A diciotto come a centotré anni.
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2 commenti:
Ah! finalmente ho trovato quello che cercavo. A volte ci vuole tanta fatica a trovare anche una minima parte di informazioni utili.
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